È iniziata la Missione Popolare: “C’è posto per me?”
Venerdì 13 marzo si è aperta ufficialmente nella nostra comunità parrocchiale la Missione Popolare “C’è posto per me?”, un tempo speciale di incontro, ascolto e annuncio del Vangelo per tutta la comunità.
L’inizio della missione è stato segnato dal mandato missionario conferito dal vescovo Sandro Salvucci, che ha inviato 70 missionari tra frati, suore e laici chiamati a vivere questa esperienza insieme alla nostra Comunità pastorale e alla Comunità di Villa Fastiggi e di Borgo S. Maria.
Con questo gesto il Vescovo ha affidato loro il compito di portare la gioia del Vangelo nelle nostre case, nelle strade e nei luoghi della vita quotidiana.
Il titolo scelto per questa missione, “C’è posto per me?”, è una domanda che invita tutti a sentirsi accolti e coinvolti nella vita della comunità cristiana. È un invito rivolto a ciascuno: bambini, ragazzi, giovani, adulti e anziani.
Nei giorni della missione saranno numerosi gli incontri, le celebrazioni e le iniziative pensati per le diverse età e realtà della comunità. I missionari incontreranno i più piccoli e i ragazzi, dialogheranno con i giovani, visiteranno le famiglie e condivideranno momenti di preghiera e riflessione con gli adulti e gli anziani.
Molti appuntamenti si svolgeranno in parrocchia, ma anche nelle strade del quartiere e nelle case dei fedeli, perché la missione desidera raggiungere tutti, anche chi normalmente è più lontano dalla vita della comunità.
Sarà un tempo prezioso per riscoprire la bellezza dell’incontro, della fraternità e della fede, lasciandoci interrogare dalla domanda che dà il titolo alla missione: “C’è posto per me?”. La risposta che la comunità vuole dare è semplice ma profonda: sì, c’è posto per tutti.
La parrocchia invita tutti a partecipare agli appuntamenti della missione e a vivere insieme questo tempo di grazia per la nostra comunità.




In diretta sulla pagina facebook Oratorio Montecchio
Il quadro della nostra Chiesa, che si trova vicino all’organo, è un quadro che parla della peste. Questo dipinto era nei ripostigli dell’episcopio. Nel 1985 lo chiesi al Vescovo Michetti e Pieri Nino (nativo di Montechio) lo restaurò. Come ben si vede in alto c’è il Padre Eterno che tiene in mano – quasi a sostenerle – tre frecce. Queste indicano la “peste” da cui il popolo invoca di essere liberato. In basso – a destra – è raffigurato il Vescovo di Milano, San Carlo Borromeo, che ebbe un grande ruolo nel Concilio di Trento. Essendo raffigurato fra il popolo significa che il quadro fu dipinto prima del 1584, anno della sua morte. (E’per rispetto a lui, che la Sindone si trova a Torino). Nel nostro territorio – fra l’altro ci fu una ‘peste’ nel 1855. A Montecchio morirono 11 persone su un totale di 863 abitanti. In questo 2020 dal 24 febbraio ad oggi, a motivo del “coronavirus” (e non solo) nel nostro Paese

