Coronavirus di ieri e di oggi

Il quadro della nostra Chiesa, che si trova vicino all’organo, è un quadro che parla della peste. Questo dipinto era nei ripostigli dell’episcopio. Nel 1985  lo chiesi al Vescovo Michetti e Pieri Nino (nativo di Montechio) lo restaurò. Come ben si vede in alto c’è il Padre Eterno che tiene in mano – quasi a sostenerle – tre frecce. Queste indicano la “peste” da cui il popolo invoca di essere liberato. In basso – a destra – è raffigurato il Vescovo di Milano, San Carlo Borromeo, che ebbe un grande ruolo nel Concilio di Trento. Essendo raffigurato fra il popolo significa che il quadro fu dipinto prima del 1584, anno della sua morte. (E’per rispetto a lui, che la Sindone si trova a Torino). Nel nostro territorio – fra l’altro ci fu una ‘peste’ nel 1855. A Montecchio morirono 11 persone su un totale di 863 abitanti. In questo 2020 dal 24 febbraio ad oggi, a motivo del “coronavirus” (e non solo) nel nostro Paese sono morte 21 persone. Un fraterno “abbraccio” alle Famiglie ed una preghiera per questi Fratelli e Sorelle.

 

La “Grande” Quaresima

Passato questo tragico e drammatico momento, il mondo riprenderà la sua corsa. Per alcuni forse sarà più veloce di prima, per altri invece ne dubito! E si vorrà dimenticare questo momento, questi giorni e queste sofferenze.

Ma è stata unicamente una grande “maledizione” o c’era in essa una qualche “benedizione”?. Tutto rimane difficile per noi: sentiamo il pianto, ma ci è più difficile leggerne il mistero!

Passato questo momento ci ricorderemo di quando il funerale si celebrava in tre o quattro persone è lì non si contava quanta gente vi avesse partecipato, ma si percepiva lo struggente rapporto fra figlio e madre, fra nipote nonno è tutto diventava più vero e più profondo.

Forse ci ricorderemo del momenti vissuti con i figli, senza l’incubo di non fare in tempo, senza essere sovrastati da altri impegni. Abbiamo giocato con loro, abbiamo parlato, qualcuno avrà anche pregato e avrà scoperto che suo figlio era qualcosa di più dei voti a scuola o del ruolo nella squadra di pallone.

Ci sarà stato anche chi, di notte, avrà pianto sul cuscino o per lo stress della giornata o per un lutto o per problemi familiari, forse economici, di cui non si intravedeva alcuna via d’uscita. In quelle lacrime c’era un amore intimo per la famiglia che evidenziava la purezza la grandezza dell’animo.

Ci ricorderemo anche delle nostre preghiere, fatte perlopiù a livello personale o seguendo la televisione. Credo che tante famiglie abbiano pregato insieme. Un’esperienza, che la vita normale perlopiù non lo permette. Qui abbiamo compreso che non basta l’Unione dei cuori, ma anche di più quella dello spirito.

Ci ricorderemmo che sono state chiuse le scuole, le chiese, i negozi e persino le strade! Sembra “annullata” la comunità o è un’occasione perché la famiglia si riappropri del suo ruolo fondamentale e insostituibile? Dalla “CASA” parte tutto: anche la Pasqua dagli Ebrei è sempre stata celebrata in Famiglia.

Questa forse la più “grande quaresima” che noi abbiamo celebrato. Questo è il nostro “deserto”. Gesù vi rimase 40 giorni. Trovò la “tentazione” e la “benedizione” espressa degli angeli. Che questo tempo sia una grande Grazia ?

Non dipende solo dal Signore, ma anche dallo spirito con cui ciascuno di noi si abbandona, come Gesù, nelle braccia del Padre . Sa confidare in Dio con la serenità della fede.

Gesù ci ha detto: “Non abbiate paura, io sono sempre con voi!”.

Don Orlando

Messaggio del Vescovo: Natale e … Corinaldo

È un percorso simbolico quello che il Natale di quest’anno ci invita a compiere. Dal locale affollato della discoteca di Corinaldo, dove si è verificata una tragedia che ha travolto emotivamente tutti, alla Santa Casa di Loreto, meta del recente pellegrinaggio di tutte le diocesi marchigiane guidate dai loro pastori e a cui ha partecipato anche la nostra Arcidiocesi. Da un luogo incapace di colmare la solitudine dei nostri adolescenti e giovani a quello in cui il Signore ha annunciato la sua venuta in mezzo a noi assicurandoci la sua perenne presenza Leggi tutto “Messaggio del Vescovo: Natale e … Corinaldo”

Ciao, Caterina. Un abbraccio da tutta la Comunità

caterinaDonati

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Donati Caterina, ci ha lasciati questa mattina all’età di 44 anni. Una vita impegnativa che non ha mai eclissato quello sguardo sereno e illuminato. Non so se tante volte siamo degni di tanta luce. Eppure essa è passata nella nostra strada e nella nostra vita. I semi sparsi prima o poi germogliano. Catechista per 21 anni, ha raccontato ai ragazzi il mistero della sua vita.

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Caterina il giorno della sua prima Comunione: 14 ottobre 1984