Tante piccole luci, verso la Luce

Il tempo dell’Avvento, all’inizio di ogni anno liturgico, ci ricorda un antico scontro, quello tra luce e tenebre. La legge dell’apparenza, della sopraffazione, della violenza, del non senso e della morte cedono il passo ad un Bambino, l’atteso dalle genti, la vera Luce che, scendendo fino al cuore del mondo, della storia, di ogni uomo, ne restaura la bellezza originaria, e apre alla possibilità di un nuovo sguardo, una vita divina, perché Dio, il Creatore di tutte le cose, il Redentore di Israele, ha scelto il grembo di una donna, Maria, per entrare nel mondo, con il nome di Gesù, “Dio che salva”. Da quel momento, per chi si lascia attirare dal suo Mistero, è sempre aperta la possibilità di farsi coinvolgere in questa nuova vita, attenderla, prepararla, desiderarla. Anche noi, come comunità, abbiamo cercato di rendere presente e visibile nella nostra realtà, anche in questo tempo così “appesantito”, questa grande verità di fede.

Innanzitutto, per scandire il tempo dell’Avvento, è stata allestita una “corona di Avvento”, con quattro candele che venivano accese progressivamente, una ogni domenica… una serie di piccole luci che, una dopo l’altra, ci hanno condotto nella preparazione al Natale.

 

 

I nostri bambini hanno potuto appendere le loro “stelline delle buone azioni” sull’albero di Natale allestito in chiesa, come segno di un bene sempre possibile, sempre vero, per tutti, anche per i più piccoli.

 

 

Attraverso don Marco, abbiamo conosciuto la realtà del Caritas Baby Hospital di Betlemme,

l’ospedale pediatrico che sorge vicino al luogo della nascita di Gesù, e che quest’anno, oltre che per l’annosa questione dell’ostilità tra Israele e Palestina, soffre anche per la pandemia, e abbiamo deciso di promuovere, attraverso un “mercatino di Natale”, la vendita di oggetti e decorazioni natalizie realizzati in legno d’ulivo, per destinare il ricavato a questa causa. Grazie alla disponibilità di persone volenterose e di grande sensibilità, anche quest’anno è stato allestito il Presepe della parrocchia, per rivivere anche con la nostra devozione il mistero che celebriamo a Natale.

Infine, il 21 dicembre siamo stati guidati da don Marco nella meditazione del Vangelo del Natale (Lc 2,1-20) in una liturgia della Parola, per preparare il cuore e contemplare con gli occhi dei pastori il segno del “bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia”.

 

 

Auguriamo a tutti un buon Natale!

Che la luce del Verbo fatto carne possa illuminare le vite di tutti!

 

                                                  scritto da Gianluca Pedini

Teleincontro fra i Giovani

La lunga quarantena del corona virus, ha ridotto praticamente a zero ogni attività della parrocchia: celebrazioni liturgiche, catechismo, oratori, sacramenti,ecc. I mezzi che oggi si hanno a disposizione hanno non poco alleggerito questo disagio. Per questo motivo, non potendosi fare l’incontro quindicinale, i più ‘audaci’  hanno organizzato questo Teleincontro. Dopo quasi due mesi, è un po’ come sentire il polso. Li ho trovati più forti, più “personalizzati” e, ne sono convinto, ancora più disponibili a progettare un futuro.  

Quando il mondo andava “meglio”…

Mi sono state recapitate queste due foto. La prima “Lavandaie” ricorda un mestiere che si faceva fino agli anni 1960… Messa la biancheria in tino, ricoperta con cenere, le veniva gettata sopra dell’acqua bollente, che filtrando usciva in fondo. Poi, per scialacquarla, si andava al fiume. La foto qui sopra, come si vede, riguarda la “Scuola”. E’ una foto molto antica, ma non si è in grado di datarla: essa parla da sola. Osservate che le alunne sono scalze e vicino ai piedi hanno delle ‘terracotte’ dove, con della cenere, veniva loro messo dei tizzoni, perché si potessero scaldare. 

Ringrazio la Persona che me le ha lasciate in chiesa.

Magistrale “Omelia” del Papa nella Veglia Pasquale: “IL DIRITTO alla SPERANZA”

«Dopo il sabato» (Mt 28,1) le donne andarono alla tomba. È iniziato così il Vangelo di questa Veglia santa, con il sabato. È il giorno del Triduo pasquale che più trascuriamo, presi dalla fremente attesa di passare dalla croce del venerdì all’alleluia della domenica. Quest’anno, però, avvertiamo più che mai il sabato santo, il giorno del grande silenzio. Possiamo specchiarci nei Leggi tutto “Magistrale “Omelia” del Papa nella Veglia Pasquale: “IL DIRITTO alla SPERANZA””

“Niente sarà come prima”: messaggio pasquale dell’Arcivescovo Piero Coccia

II coronavirus ha colpito violentemente il nostro territorio con un numero di decessi e di contagi impressionante in rapporto al totale della popolazione. Siamo la provincia più colpita delle Marche. Molte persone ci hanno lasciato in maniera improvvisa, altre stanno lottando tra la vita e la morte negli ospedali, altri ancora vivono con il fiato sospeso una quarantena dagli esiti incerti. Anche la nostra Arcidiocesi piange la scomparsa di sacerdoti (quattro), di diaconi e di collaboratori. Mai, come in questo anno, possiamo Leggi tutto ““Niente sarà come prima”: messaggio pasquale dell’Arcivescovo Piero Coccia”

Canteremo l’Alleluia al suono delle nostre 8 Campane

E’ una Pasqua tutta ‘particolare’. Ci sembra tutto strato, tutto impossibile. Non riusciamo a metabolizzare le tante notizie, i nostri sentimenti, il senso stesso della vita! Non riusciamo a renderci conto se quello che viviamo è sogno, realtà o immaginazione collettiva! Ci domandiamo come ciò sia possibile e quali strascichi possa lasciare in noi e nella Comunità.

La Pasqua ci dice che è possibile superare la ‘morte’. Che Gesù l’ha vinta. Che nessuno potrà farci del male. Che possono uccidere il corpo, ma non la nostra anima. Che l’immortalità è insita dentro di noi! Gesù si è messo in prima fila davanti a tanti fratelli. La Pasqua – grazie a Dio – non è stata inficiata di superficialità, ma è, e rimane, la Festa della Fede! Sia per tutti noi un’esperienza, sia una rivelazione interiore. Ci dice Gesù: “Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi. 19 Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete”. (Gv 14,18) Alleluia, Alleluia, Alleluia!

Don Zenaldo, ciao

Ciao, don Zenaldo! Questa notte te ne sei andato. Mancavano due giorni al tuo novantesimo compleanno. Parroco di Apsella dal 1957 al 2016. A te si deve il recupero ed il restauro dell’Abbazia. Le molte parole non servono confondono il ricordo. Per questo ho messo due foto: la prima – oserei dire – ufficiale, la seconda quelle che non si fanno mai. Sono le 17 di un giorno estivo e tu ti prepari il “pranzo”. Così come si vede! Ma non il pranzo per un giorno, ma per cinque giorni. Una foto così rende di più l’idea di chi ha donato la vita per una Comunità. Riposa in pace.

Il dipinto donatoci dai Monaci di Notre Dame de l’Atlas – Midelt – Marocco

La nostra Parrocchia, agli inizi del 2020, ha fatto un Pellegrinaggio in Marocco, quasi per andare alla ricerca “..delle tracce della fede”. Il 3 gennaio fummo accolti dai Monaci del Monastero di Notre Dame de l’Atlas in Midelt. Ci unimmo a loro nella preghiera del Vespro e ascoltammo poi la loro testimonianza. Al termine il priore della Comunità Fr. Jean Pierre, ci donò questo dipinto raffigurante i sette Martiri di Tibhirine.

Il dipinto, doverosamente incorniciato è collocato nell’atrio fra chiesa e sagrestia. Sia per noi come una reliquia, sia per noi un impegno a testimoniare la Fede con quell’amore con cui quei Martiri hanno dato la vita e resti a ricordo di un importante Pellegrinaggio in Marocco.