Pasqua 2017
Quel Corpo morto, sepolto in fretta e furia da 4-5 persone, senza rito, senza funerale, nel disprezzo della sua gente, che senso ha?
Scrive Davide nel salmo 22: “Ma io sono un verme e non un uomo,
rifiuto degli uomini, disprezzato dalla gente”.
Il profeta Isaia evidenzia ancora di più la differenza fra l’uomo umanamente inteso e Cristo stesso. L’uomo si sente realizzato per le cose che ha o per il ruolo che svolge, mentre Cristo: “Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. ..Uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia ..” (53,2-3)
Che ne facciamo noi di quel Corpo impietrito della morte, ci limitiamo ad un semplice atto di pietà che normalmente non si nega a nessuno?
Ma perché è ridotto così quell’uomo che “parlava con autorità” non solo agli uomini ma anche al mare, alla malattia e alla morte?
Ma i tanti “perché” che ci poniamo non riguardano solo il Cristo, ma sono intrisi anche nella nostra fragilità dell’essere uomini!
C’è una frase su cui noi spesso scivoliamo via con superficialità e che invece è la chiave di lettura della nostra vita: “42«Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà”. (Luca 22,42)
Nella Lettera agli Ebrei è scritto: “8Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì 9e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono ..” (Ebrei 5,8).
“Imparò l’obbedienza da ciò che patì”: quanto è difficile dire “Sia fatta la tua volontà” eppure questa frase Gesù l’ha inserita persino nel “Padre nostro”. Egli ci dice che è necessario essere sepolti, così come avviene per un chicco di grano: essere seminato nella terra:“In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”. (Gv 12, 24)
Un chicco, un seme, di per sé ci dicono ben poco. Io vedo l’oggi del seme, non il domani! È miei occhi guardano una piccola cosa, ma non potrebbero percepirne l’intero sviluppo della pianta…
Gesù ha accettato di diventare seme, si è fatto seme. Quel corpo morto è stato sepolto come un seme. Noi vediamo la morte, soffriamo, piangiamo. Servendoci unicamente della nostra fantasia, ci è proprio impossibile credere, che dentro quel seme ci sia una vita, credere che quel corpo risusciterà.
Ci è proprio difficile se non ci fidiamo della parola di Gesù che ci parla dell’amore del Padre che non potrà mai darci cose cattive: “13Se voi dunque, .. sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo.. (Luca 11,13)
Per questo Gesù ha abbracciato tutto: la gioia, la vita, l’amicizia, ma anche la sofferenza il dolore e persino la morte. Nella vita dobbiamo attraversare tante situazioni, ma nella FEDE tutto è Grazia, redenzione, salvezza!
Per noi è incomprensibile capire questo. Anche per Gesù è stato difficile, quasi fosse una nascita: “Con forti grida e lacrime” è scritto nella lettera agli Ebrei!
Gesù si è messo nelle mani di Dio:“Padre nelle tue mani consegno il mio spirito…”.
Quel “consegnarsi totalmente” è il segreto della resurrezione! Non c’è però solo la resurrezione degli ultimi tempi, c’è anche la “resurrezione quotidiana”.
Se io vedo la mia vita solo attraverso i miei occhi, i miei sentimenti, i miei ragionamenti, non posso vedere la mia vita che in base alla la mia fantasia e i miei desideri!
Vedo il SEME, ma non posso immaginare la pianta che da questo nascerà.
Vedo Gesù morto, ma non posso immaginare quali siano le conseguenze di quel “reso perfetto”, di quel “tutto è compiuto”. Non potrò mai capire che quel “reso perfetto” ha reso Gesù superiore alla morte, superiore al dolore superiore alla fragilità universale della nostra natura umana, “Causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono” scrive la lettera agli Ebrei 5,9. Mi fa pensare il fatto che nonostante i nostri limiti, Gesù “Non si vergogna di chiamarci fratelli” (Ebrei 2,11)!
Ognuno di noi non potrà mai capire che cosa sia la Resurrezione se non fa già esperienza della resurrezione.
La resurrezione è donare la vita: “Padre nelle tue mani affido il mio spirito…”. La vita si dona in tanti modi: dai piccoli gesti a quelli grandi: tutto parte dalla nostra vocazione…
Vorrei però evidenziare la paura che oggi si ha a donare la vita… Questo vale per chi si sposa o intesse un rapporto significativo con la persona amata e vale per chi si sente chiamato per una comunità, come una vocazione religiosa. Spesso si ha paura e ci si tira indietro.
Se guardi solo il seme non puoi capire! Se ti guardi invece con gli occhi della Fede tutto ti sarà più semplice, più naturale, più possibile, più entusiasmante, più interiormente liberante e certamente più vivo e non noioso!
La Bibbia ci racconta di Samuele che consacra Saul ungendolo con il crisma e gli dice: “6Lo spirito del Signore irromperà anche su di te .. e sarai trasformato in un altro uomo”. (1 Sam. 10,6)
Quello Spirito, con i Sacramenti, è stato infuso anche su di te e anche tu puoi essere “trasformato in un altro uomo”!
E’ la fede nel Cristo Risorto che dà senso a tutta la la nostra vita. E sulla questa fede che noi siamo stati battezzati. La fede non è un vago sentimento divino che mi porta a ricordarmi di Dio a tempi alternati quasi fossi una dinamo.
La Fede nel Cristo Risorto è credere che quello che ha vissuto Gesù ho il potere di realizzarlo anch’io perché nel Battesimo lui mi ha inserito nella sua stessa vita.
Devi crederci! Solo se ci credi, come è successo a Saul: “Sarai trasformato in un altro uomo”.
Solo allora avrai un’altra energia, un’altra forza, un’altra capacità, che oggi non puoi capire, non puoi sentire, che oggi non puoi nemmeno immaginare!
Non sarai più solo SEME, ma PIANTA rigogliosa piena di fiori e di frutti, secondo il PROGETTO, secondo la VOCAZIONE che è è stata seminata in te!
Non avere paura, devi crederci, allora, e solo allora, crederai nella Resurrezione!
Anche oggi – come allora – ci sono tante pietre che chiudono la porta del Sepolcro. “Chi ci rotolerà la pietra” dicono le donne?
Esse, non andarono a cercare qualcuno, partirono e basta. Questa è la fede!
E quando furono là la pietra era stata rotolata via..
Una delle grosse pietre, come dicevo prima è la paura di donare la vita nel matrimonio e nella vita consacrata, è il timore che Gesù sia persino il contrario della vita..
Oggi è Pasqua. Faremo sì che sia solo un rito, una tradizione o saremo anche noi testimoni viventi che il MASSO SI PUO’ SPOSTARE..
Spostiamo quel masso, perché troppe persone ce lo chiedono, ci implorano! Ma come si fa? Non hai bisogno di capire, devi solo metterti in cammino, devi solo CREDERCI! BUONA PASQUA! Don Orlando