{"id":3507,"date":"2014-05-26T19:01:10","date_gmt":"2014-05-26T17:01:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiamontecchio.org\/?p=3507"},"modified":"2014-05-26T19:01:10","modified_gmt":"2014-05-26T17:01:10","slug":"commiato-di-paolo-pierucci-omelia-di-don-giuseppe-fabbrini","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.parrocchiamontecchio.org\/?p=3507","title":{"rendered":"Commiato di PAOLO PIERUCCI: omelia di don Giuseppe Fabbrini"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><strong>Omelia nella Liturgia di Commiato di PAOLO PIERUCCI (1962-2014)<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>&#8220;Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa&#8221;. Dall&#8217;annuncio della morte di Paolo siamo confusi, perch\u00e9 vediamo come in uno specchio: ci si proietta il nostro immaginario e non riusciamo a distinguere ci\u00f2 che \u00e8 al di l\u00e0.<\/p>\n<p><!--more-->La Parola del Signore risorto e la sua presenza fra noi ci offra lo sguardo che sa oltrepassare la terra e il cielo.<\/p>\n<p>Con un forte abbraccio ci stringiamo attorno a Cristina, Giacomo e Sara; al pap\u00e0 e al fratello di Paolo e a tutti i suoi familiari. Per dire, con il silenzio, la nostra fraterna vicinanza.<\/p>\n<p>Saluto il Vicario Generale che porta la presenza dell&#8217;Arcivescovo; saluto i Confratelli presenti a questa celebrazione, che a titolo diverso hanno conosciuto Paolo e condiviso con lui parte della vita.<\/p>\n<p><strong>La bellezza suprema \u00e8 Cristo crocefisso<\/strong><\/p>\n<p>La Parola di Dio che abbiamo proclamato, e che Cristina mi ha segnalato, ci offre l&#8217;opportunit\u00e0 di un viaggio. La Parola cammina per raggiungere l&#8217;uomo da vicino e in Cristo, Parola fatta carne, si fa percettibile all&#8217;orecchio di ciascuno, e accorcia la distanza col cuore.<\/p>\n<p>Il Cantico dei Cantici ci dona l&#8217;immagine che l&#8217;amata ha del suo amato. Ne emerge un uomo perfetto e non \u00e8 un caso che i Rabbini abbiano trasformato in numeri le lettere ebraiche che formano il brano per indicare i qualche modo la &#8216;misura di Dio&#8217;. Cos\u00ec se da quell&#8217;uomo bello arriviamo a Dio, da Dio andiamo all&#8217;uomo che ne \u00e8 l&#8217;immagine. La bellezza della persona non risiede in s\u00e9, ma nel Signore. E sappiamo che la bellezza suprema \u00e8 Cristo Crocifisso, perch\u00e9 \u00e8 tutta la pienezza di un amore tangibile.<\/p>\n<p><strong>Paolo e la carit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Nel tempo della malattia Paolo era bello di questa bellezza. L&#8217;Inno alla Carit\u00e0 dell&#8217;Apostolo ci offre con altri termini i lineamenti di questa bellezza. Parlare le lingue dei popoli e anche degli angeli; essere profeti e conoscere i misteri della vita, e la scienza e la fede; dare tutto e anche il proprio corpo; ogni realt\u00e0 diventa vuota e insignificante se la motivazione non \u00e8 la carit\u00e0.<\/p>\n<p>Il termine &#8220;carit\u00e0&#8221; nella Scrittura significa lo sguardo paterno e materno di Dio sull&#8217;uomo come la pi\u00f9 bella tra le sue creature.<\/p>\n<p>Vive dunque la bellezza chi si sente amato da Dio, guardato e scrutato da sempre, custodito da Lui; una carit\u00e0 che \u00e8 amore e diviene criterio educativo della propria bellezza.<\/p>\n<p>Paolo ha conosciuto questo sguardo e ha saputo educarsi e crescere nella carit\u00e0. Quando gli ha chiesto responsabilit\u00e0 di un servizio forte e coraggioso in favore di chi la societ\u00e0 metteva da parte con indifferenza; ma anche quando gli ha chiesto di accogliere in questi ultimi anni un corpo fragile che lo limitava nelle opere. Ma mai una vita meno bella e vissuta con fede in ogni sua fase.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 ci offre la cifra della giustizia che, nella Scrittura, non \u00e8 legata alla legge, ma alle radici o alle fondamenta dell&#8217;esistenza. Giusto \u00e8 l&#8217;uomo che edifica la casa della sua vita sulla roccia che \u00e8 Dio. Anche di fronte alle avverse situazioni, potenti come la piena di un fiume che irrompe, quella casa, quella vita, rimane salda.<\/p>\n<p><strong> Le sue \u2018origini\u2019<\/strong><\/p>\n<p>Questo \u00e8 il senso del &#8220;rimanete in me&#8221; che Ges\u00f9 chiede ai suoi discepoli. Questo \u00e8 il senso di Maria che &#8220;stava&#8221; sotto la croce.<\/p>\n<p>Paolo \u00e8 &#8216;rimasto&#8217;, \u00e8 &#8216;stato&#8217;, perch\u00e9 ha avuto una buona scuola. La sua famiglia di origine; la sua parrocchia di giovent\u00f9, Montecchio, don Roberto e don Orlando come parroci; il consiglio del Vescovo Michetti; don Gianfranco Gaudiano prima e don Franco poi.<\/p>\n<p>La Comunit\u00e0 di via del Seminario; gli ospiti di villa Moscati che respira del suo profumo. Sua scuola sono stati Cristina, Giacomo e Sara. Ma il suo Maestro \u00e8 stato Ges\u00f9. E lui l&#8217;ha sempre ascoltato e sulla sua Parola ha edificato se stesso.<\/p>\n<p><strong>Grazie, Paolo<\/strong><\/p>\n<p>Paolo, ti ringrazio per tutto quello che hai fatto non con l&#8217;illusione del protagonismo, ma da responsabile protagonista della tua vita. Che hai compreso nella bellezza del faticoso servizio. Nell&#8217;accompagnare i fratelli, senza giudicarli, solo con l&#8217;intento di amare, rispettandone la dignit\u00e0 e favorendola.<\/p>\n<p>Ti ringrazio per l&#8217;amicizia che mi hai accordato e la stima. Da anni per tua scelta sono stato padre spirituale e confessore. Che belli e profondi i dialoghi. In confessione tiravi fuori il foglietto con l&#8217;esito del tuo esame di coscienza; e prendevi appunti di quel che ti consigliavo. Il tuo assillo era vivere la maturit\u00e0 in Cristo. Vivere l&#8217;umanit\u00e0 nella sua bellezza sotto ogni aspetto, anche del limite e della fragilit\u00e0, in un cammino di perfezione e santit\u00e0. Non solo per il tuo servizio, ma anche per le relazioni e soprattutto come sposo e come padre.<\/p>\n<p>Ti ringrazio quando, qualche giorno dopo il tuo primo ricovero, ti sei confessato con un filo di voce e, ricevuta l&#8217;Eucaristia, hai incrociato le braccia sul petto e hai chiuso gli occhi: capivo di essere di troppo in quel profondo dialogo tra te e il Signore. Ho percepito tangibilmente che significa incontrare Cristo.<\/p>\n<p>Ti ringrazio per le volte che con ironia mi hai detto: adesso ho tempo anche di una scappata ai circolo; perch\u00e9 a causa della tua malattia assaggiavi l&#8217;amaro boccone del sentirti esonerato dagli impegni; ma lo dicevi senza rabbia o senso di sconfitta.<\/p>\n<p>Ti ringrazio per le volte che mi hai parlato di tua moglie e dei tuoi figli pi\u00f9 che con parole, con la luce unica dei tuoi occhi.<\/p>\n<p>Ti ringrazio per la coerente testimonianza di fede che hai dimostrato e con la quale hai motivato la dignit\u00e0 del tuo vivere nella gioia e nel dolore, nel bene e nel male.<\/p>\n<p>Questa eredit\u00e0 \u00e8 sacra. La tua famiglia possa sentirla come dono di una tua presenza che continua fra loro nel Signore.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa&#8221;.<\/p>\n<p>Forse vorremmo chiederci: Perch\u00e9? Perch\u00e9 questa malattia, perch\u00e9 questa morte?<\/p>\n<p>Possiamo rispondere da cinici: il destino, o \u2018cosi \u00e8 la vita\u2019.<\/p>\n<p>Possiamo rispondere da bigotti: Dio vuole i buoni. Ma la ragione si sente offesa in questo.<\/p>\n<p>La domanda non \u00e8: Perch\u00e9?, ma: Cosa ci sta dicendo il Signore in tutto questo?<\/p>\n<p>Ciascuno, allora, trovi nel suo cuore la risposta leggendo ci\u00f2 che di bene ha ricevuto la propria vita attraversata dalla storia di Paolo.<\/p>\n<p>&#8220;Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia&#8221;. \u00c8 giunto per te, Paolo il momento della tua Pasqua personale unito alla Pasqua di Cristo Crocifisso e Risorto.<\/p>\n<p>\u00c8 giunto per te il momento di vedere quegli occhi che ti hanno visto informe nel grembo di tua madre e sempre ti hanno scrutato con amore. Prega per tutti noi, perch\u00e9 anche noi sentiamo di essere accompagnati da uno sguardo che riempie e ci dona il senso di servire. Amen.<\/p>\n<p><strong>Don Giuseppe Fabbrini,<\/strong><\/p>\n<p>parroco di S. Maria di Loreto &#8211; Pesaro \u00a0&#8211; 26 maggio 2014<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Omelia nella Liturgia di Commiato di PAOLO PIERUCCI (1962-2014) &#8220;Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa&#8221;. 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