Ritiro a Mondaino per Animatori: “La Foglia d’oro”

 

Carissimi, anzitutto ciao. Ho preso questo titolo la “foglia d’oro”, che ti può sembrare uscito da qualche favola o dall’aula di qualche asilo! Sarebbe offensivo e non rispettoso della tua persona.

Questo titolo scaturisce dalla considerazione che ho di te e che vedo in te! Il titolo non è affatto infantile, ma è espressione – d’oro – del ruolo e dell’importanza della vita di ogni persona.

Domenica, nella messa per il mio 50º, dicevo: “Ho un sogno: realizzare un grande albero in bronzo con le foglie dorate e nelle foglie il nome di ogni famiglia e si potrebbe dire anche di ogni persona. Anche il tuo nome!”.

Può sembrare un’ostentazione sciocca e dispendiosa. A che servirebbe? Servirebbe a ricordarci che cosa sia una comunità e chi siamo noi! Servirebbe a comprendere più profondamente che cosa è la Chiesa. In un albero le radici, il tronco, i rami indicano, ipoteticamente, il Cristo, gli Apostoli, il Vangelo: l’insieme di quella realtà che noi chiamiamo Chiesa.

Ma se poi questa realtà rimanesse fine se stessa, quasi fosse un museo a che serve? Se la Forza e la Grazia di Cristo, del Vangelo non è donata gli altri, a che serve? Ecco – in un albero – l’importanza fondamentale della Foglia. E’ lei che ossigena il mondo, sono le foglie che ci permettono di vivere!

 Il ruolo di un Animatore

Tu sei quella Foglia d’oro. Tu sei quella molecola di ossigeno che dà senso alla vita di un altro! Quante volte in un momento di confidenze, in un incontro casuale, il mio sguardo profondo, in un sorriso o in un abbraccio hai saputo dare all’altro una parola, un incoraggiamento, un’importanza alla sua vita. Qualche volta hai riportato il sorriso è il perdono! Quante volte hai detto ad un altro l’importanza della sua vita, hai evidenziato i suoi doni:  doni che forse nemmeno lui conosceva? Penso che per qualcuno tu abbia anche pregato! Quante volte, magari anche senza accennarvi, hai parlato con le parole del Vangelo! Hai parlato di perdono, di speranza, di senso della vita.

Questa è la Chiesa! C’è il Papa, i vescovi, i parroci, ecc., ma in quell’incontro personale ci sei solo tu. Nella scuola, in discoteca, vicino ad un amico che può rischiare la sua vita ci sei solo tu! A te solo è dato di  poter dire una parola forte, determinante, ispirata dal Vangelo. E quella parola non è soltanto tua! Essa ha in sé tutta la Grazia e la Potenza del Vangelo. Ha la forza di Gesù! Certamente può essere capitato anche a te che qualcuno ti sia stato vicino e ti ha detto una parola che ti è rimasta nel cuore.

Ecco perché la foglia è d’oro! Perché l’oro è un metallo nobile, che indica eternità. Esso non si ossida, non si fa attaccare da nessun agente atmosferico. Dice Pietro a Gesù: “Signore da chi andremo tu solo hai parole di vita eterna…?”. La foglia d’oro, ha di per sé il sapore dell’eterno. Questo è il tuo ruolo: essere la foglia d’oro!

Differenza fra “FARE” ed “ESSERE”

Oggi siamo qui, perché la tua partecipazione al Grest 2019 sia più ricca, più efficace, più creativa. Può succedere che un animatore si inserisca nel Grest più per la compagnia, che per un impegno meditato. L’essersi inserito è già qualcosa. È sempre un seme che nel tempo porterà un suo frutto. Ma tu non sei il macchinario di un’industria che produce pezzi secondo gli input immessi da un tecnico.

All’animatore non è richiesto unicamente di “FARE” determinate cose o di rivestire certi ruoli, ma di essere testimone di un Amore superiore. A te è chiesto di essere quella “foglia d’oro” di cui si parlava prima. Il bambino può cantare, saltare, giocare, attaccarsi al tuo collo, ma quello che rimarrà nel suo cuore sono i tuoi occhi, tuo sorriso, l’affetto che hai donato, ma soprattutto la percezione che l’hai amato per amore di Dio! Puoi fare l’animatore per sentirti utile, perché ti piace stare con i bambini, ecc. ma rimane tutto sull’umano. In fondo lo fai per te! Dice il Vangelo: “Hai già ricevuto la tua ricompensa!”

Ascolta questo racconto:

Una sera, mentre tornavo a casa, ho incrociato un’universitaria che conoscevo, alla fermata della metropolitana. Questa ragazza tornava a casa dal turno con quelle equipe di strada che portano da mangiare ai poveri. E mi diceva una cosa molto bella. Cioè, uno esce da casa col freddo per andare a portare il panino al povero, perché fondamentalmente ha bisogno del povero. Cioè, ho bisogno di poter dire: ah, io faccio qualcosa di buono.

Fondamentalmente il panino è arrivato al povero, ma capite che quella carità non ci ha santificato. Perché la carità che ci santifica è accorgerti che, mentre tu stai portando il panino al povero, molto spesso quel povero è infastidito da te e non gli importa nulla che gli stai portando quel panino. Perché la vita lo ha incattivito, lo ha fatto diventare aggressivo. Uno ci rimane male: ma come? io gli ho portato il panino e lui mi maltratta? Perché per te i poveri sono l’oggetto che ti fa star bene e quando cade le visione poetica e romantica dei poveri, non ti servono a niente. E molto spesso i poveri, invece, non vogliono mangiare. Vogliono essere ascoltati.

Non è la filantropia che ci fa santi. È la carità che ci fa santi. E la carità è accorgersi dell’altro, non semplicemente della pancia vuota dell’altro.Il vanaglorioso non ha bisogno dell’altro, ma che l’altro abbia bisogno. È che abbiamo bisogno del povero per noi stessi. Il vanaglorioso no: usa il bene per affermare sé stesso. Questa non è carità! [EPICORO: L’amore che decide – pag.62]

 “Siate santi, perché io sono santo”. (Lv 11,45)

Se lo fai solo per te, ti ha dato gusto, hai trascorso delle belle giornate, non ti sei annoiato, ma non ti sei SANTIFICATO! SANTIFICATO? Parola grossa: significa non sei cresciuto, non hai preso coscienza di altri orizzonti dell’amore. Non l’hai fatto per amore di Dio. ” Tutto quello che avete fatto il più piccolo avete fatto a me “Se lo facciamo per amore di Dio, il nostro cuore si dilata, tu non sei più quello di prima. Il nemico può diventare amico, nella persona che consideri marginale puoi scoprire tesori nascosti. Anche l’antipatico può diventare per te strumento di santificazione. La santificazione è un po’ come l’amore: ci apre confini ed orizzonti, fino ad ora sconosciuti. Non considerare la “santificazione” un hobby per chi sa solo pregare, essa è fondamentale per poter VIVERE!

Non dico altro. Prega con la preghiera di San Francesco e pensa se uno possa fare una preghiera simile se essere “santificato”.                 Cantico delle Creature di San Francesco